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TESI

Nella scuola per Terapisti Ayurvedici che ho frequentato a Milano al 4 anno (ultimo), oltre all’esame di pratica, anatomia, ayurveda, sia scritto che orale dovevamo scrivere una tesi su un argomento scelto di noi riguardante chiaramente l’Ayurveda. Il tema affrontato nella tesi  rioguarda la Sinergia fra Yoga e Ayurveda. Quello che ho scritto sotto è un riassunto molto generale dell’Ayurveda, esistono molti libri che ne parlano, su internet si può trovare di tutto, quello che ho riportato è ciò che, per me, è più importante e riguada maggiormente la sinergia fra Yoga e Ayurveda. La parola Ayurveda deriva

Dal sanscrito :

“AYUS “:   durata della vita

“VEDA”:     scienza

Quindi conoscenza della durata della vita, questa è uno dei diversi significati della parola AYURVEDA;

 

“….è chiamata Ayurveda quella scienza che descrive tipi di vita utili e dannosi, felici e infelici, che descrive ciò che è utile o dannoso per la vita, le misure della vita e la vita stessa.

Il termine AYUS indica l’insieme di corpo, organi di senso, mente e Sé; suoi sinonimi sono DHARI (sostegno) JIVITA (vita), NITYAGA (mobilità perpetua) ANUBHANDA (mantenimento della continuità), i conoscitori considerano questa della scienza della vita come la più sacra, in quanto è utile per il genere umano in questa vita e nell’altra……..”

( C.S. SU I 1,42,43)

 

“…..la vita (Ayu) è la combinazione (Samyoga) di corpo, mente ed anima che si reincarna.

L’Ayurveda è la scienza più sacra della vita, benefica per gli esseri umani sia in questo mondo che nel mondo dell’aldilà…..”

( C.S. SU. 1 42 34)

Quindi Ayurveda è la conoscenza della vita fin dal suo inizio terreno e per questo è fondamentale conoscere la “Prakriti” di ogni essere, cioè la propria costituzione individuale che dipende da diversi fattori:

Sukra bjja ossia i geni paterni;

Artava bjja ossia i geni materni;

Ksetra Garbhasaya ovvero la condizione uterina e lo stato nutrizionale della madre;

Rtu ossia la stagione dell’anno;

Karma.

La costituzione individuale Prakriti (pra =  inizio, kruthi =  formare) è uno strumento molto importante in Ayurveda. Sulla base della costituzione individuale si hanno indicazioni per la diagnostica e il trattamento della malattia, per la scelta della dieta, per determinare lo stile di vita più adatto, compreso quale attività fisica, e nello Yoga quali Asana, meditazioni, o tecniche di Pranayama possono essere più utili. La Prakriti indica in quale proporzione si trovano i Dosa nella costituzione di un individuo. Individuando la prakriti personale, si possono capire in modo molto approfondito le caratteristiche di un individuo, il tipo fisico, gli aspetti della mente, del carattere, gli aspetti positivi e negativi, la predisposizione a certe malattie . I Dosa sono dei gruppi di Guna (qualità) e tutto ciò che è materia possiede delle qualità, Caraka ne elenca un totale di 41, ma nell’ambito della medicina le qualità individuate nel cibo e nel corpo sono 20 .

Sul piano mentale i tre guna sono:

–          Sattva purezza, comprensione, chiarezza, amore, comportamento e coscienza sono puri,

–          Rajas, movimento, aggressività, estroversione, energia sessuale,

–          Tamas, inerzia, pesantezza, ottusità ignoranza.

Ogni Dosa è formato prevalentemente da due dei cinque elementi primordiali dai quali  tutto è nato;

il primo elemento Akasha (etere) spazio senza movimento nel quale si percepisce solo una sottile vibrazione del suono cosmico AUM. Questo elemento cominciò a muoversi creando Vayu, aria  (spazio in movimento). Con il movimento si produsse frizione che generò calore e intensa luce Tejas, fuoco .Grazie al calore alcuni elementi eterei si dissolsero e si trasformarono in Jala acqua e altri si solidificarono e si trasformarono in Pritvi, terra. Questi cinque elementi hanno delle qualità e sono presente anche nell’uomo, l’unione di queste qualità forma appunto i Dosa, e da qui possiamo conoscere la Prakriti.

I Dosa sono tre:

VATA combinazione di Akasha e Vayu;

PITTA combinazione di Tejas e Jala;

Kapha combinazione di Pritvi e Jala.

Delle caratteristiche né parlerò più avanti.

Un individuo che ha maggior qualità in un Dosa ha predominanza del Dosa stesso, nel caso non vi sia una maggioranza superiore al 50% si dovranno indicare i Dosa con il maggior numero di qualità indicate e secondo la combinazione dei tre Dosa possiamo avere in genere sette tipi di costituzione:

Vata Pitta

Vata Kapha

Pitta Kapha

Vata Pitta Kapha (Sama Pakriti)

Ogni costituzione ha le sue caratteristiche, le sue qualità e quando le sostanze di natura terra interagiscono con l’organismo, le qualità simili aumentano le qualità già presenti nel nostro corpo e questo a volte può provocare un eccesso e quindi può iniziare la malattia, inoltre tutto  ciò che arriva dall’esterno può non essere trasformato o digerito dal nostro corpo/mente e in questo caso abbiamo la formazione di Ama (tossine) che significa cibo/emozioni non digeriti e provoca ostruzione dei canali del corpo, come i capillari e i vasi sanguigni dando origine a molti cambiamenti chimici che creano le tossine.

Quando necessario occorre ristabilire l’equilibrio usando le qualità opposte e questo principio di cura si chiama:

Visesa:  “gli opposti si compensano, e si curano a vicenda”, l’equilibrio può essere ristabilito applicando condizioni opposte a quelle che generano la condizione di squilibrio.

Esiste in Ayurveda un altro principio di cura che è:

Samanya: “il simile accresce il simile”, gli aspetti del mondo sono interconnessi, elementi, qualità, sostanze, attributi, esercitano effetti simili sull’oggetto con il quale entrano in contatto.

Uno degli aspetti fondamentale è mantenere la  salute, cioè conoscere la propria Prakriti sapere quali sono i cibi, le emozioni, il tipo di attività fisica, il tipo di lavoro , etc. che possono portare la malattia anche perché durante il giorno i nostri Dosa si muovono, oscillano e la salute è appunto un’oscillazione dei Dosa è la malattia interviene quando non abbiamo un ritorno e la capacità di salute è aumentare l’oscillazione dei Dosa o riportare l’oscillazione entro certi limiti. Per far questo sicuramente la dieta è molto importante, i trattamenti ayurvedici lo sono altrettanto ma può esserlo anche fare una Asana.

In Ayurveda la malattia ha tre cause principali e sei stadi di manifestazione.

Le tre cause principale sono:

–          Pragya Aparadha (errore dell’intelletto);

–          Asatmya Indriyartha (uso improprio dei sensi);

–          Pariman (influsso negativo delle stagioni).

I sei stadi di della manifestazione della malattia sono:

–          Sancaya quando un dosa cresce, quando si accumulano in una parte specifica del corpo. Ad esempio una sera a cena mangiamo e beviamo troppo pasteggiando con una serie di cibi e bevande difficili da digerire. Il corpo segnalerà il suo disagio con sonno disturbato e la mattina al risveglio con testa pesante, magari nausea. Poiché i sintomi sono troppo  vaghi e tendono a scomparire nel giro di qualche ora, non ne teniamo conto e continuiamo a ripetere le nostre abitudini errate piantando così il seme della malattia;

–          Prakopa : stadio di aggravamento quando un dosa cresce senza possibilità di ritorno, continuiamo a non prendere in considerazione gli avvertimenti che il nostro corpo ci dà;

–          Prasara: stadio di disseminazione quando un dosa si muove negli altri tessuti, in zone che non sono proprie;

–          Sthana Samshraya: lo stadio in cui i dosa squilibrati si fermano in un tessuto debole o difettoso;

–          Vyakti: stadio di manifestazione del sintomo (a questo punto interviene la medicina occidentale);

–          Bheda: stadio di degenerazione, in alcuni testi ho letto che possono passare anche diversi anni dal primo stadio a quest’ultimo ed è proprio in questo lasso di tempo che Ayurveda e Yoga possono essere davvero decisivi per avere una vita migliore.

In Ayurveda il corpo umano può essere genericamente riassunto come formato da :

–           TRE DOSA

Vata

Pitta

Kapha

–          SETTE  DATHU.

Per Dathu si intende “ciò che sostiene e nutre il corpo”, come i Dosa sono costituiti da tutti e cinque gli elementi, la loro funzione è quella di sostenere e nutrire il corpo e vengono mantenuti in equilibrio costante dal cibo introdotto ed appropriatamente digerito, in particolare, vengono accresciuti e sostenuti da cibi con qualità simili e ridotti da cibi con qualità opposte .Dopo la digestione ad opera del fuoco digestivo (jatharagni) il cibo si divide in due parti, una va a formare i mala (feci urine sudore ecc) mentre l’altra parte costituita dalle parti nutrienti (ahara rasa) va a formare i sette dathu. Si formano secondo una precisa sequenza da quelli più grossolani dalla massa più ampia e dalla qualità meno compatta, a quelli più sottili con massa minore e maggiore compattezza.

I tessuti sono:

–          Rasa (plasma)  funzione di alimentare gli altri tessuti;

–          Rakta (sangue) funzione di mantenere la vita;

–          Mamsa (muscolo) funzione legante;

–          Meda (grasso) conferisce untuosità e morbidezza al corpo;

–          Asthi (osso) sostiene il corpo;

–          Majja (midollo) funzione di trasportare gli impulsi motori e sensoriali e di promuovere la comprensione;

–          Sukra (seme)   riproduzione.

Nel corpo esiste un altro tipo di tessuti chiamati upadathu o tessuti secondari, sono come i dathu elementi strutturali che sostengono il corpo, ma a differenza dei dathu non lo nutrono e non sono oggetti ad alcuna trasformazione. Gli upadathu sono considerati dei sottoprodotti della formazione  dei tessuti principali per azione dei vari processi digestivi (dathu agni), in quanto ogni tessuto possiede una membrana Dhara Kala che riveste diverse funzioni: protettiva, rivestimento filtro ed è la sede dell’Agni di ciascun tessuto.

14 STROTAS (16 PER LE DONNE)

La parola Srotas deriva dalla radice verbale sru  che significa “scorrere” “fluire”, infatti sono canali attraversi i quali vengono prodotti, distribuiti ed eliminati i nutrienti, i dhatu e i mala. Nell’Ayurveda il concetto di circolazione non è limitato solo al flusso, interno all’organismo, di sangue e plasma, ma include anche la circolazione di altre sostanze come i dosa, i nutrienti, le scorie e tutti gli elementi dei tessuti. Siffatti srotas trasportano i nutrienti e i prodotti di scarto sia tra, sia ai dhatu e agli organi . Ogni srotas ha un suo organo considerato il suo punto d’origine e il suo centro di controllo e di regolazione; i sedici srotas e organi di controllo sono:

–          Pranavaha srotas : apparato respiratorio e organo di controllo cuore, polmoni;

–          Udakavaha srotas:  metabolismo dell’acqua organo di controllo palato;

–          Annavaha srotas:  apparato digerente organo di controllo esofago, stomaco;

–          Rasavaha srotas: sistema circolatorio del plasma organo di controllo cuore, vasi sanguigni;

–          Raktavaha srotas : apparato circolatorio venoso  organo di controllo fegato, milza;

–          Mamsavaha srotas:  canali circolatori del tessuto muscolare organo di controllo tendini, legamenti, pelle;

–          Medava srotas : canali circolatori del tessuto adiposo  organo di controllo reni, omento;

–          Asthivaha srotas :canali circolatori del tessuto osseo organo di controllo tessuto adiposo attorno alle ossa, bacino;

–          Majjavaha srtotas : canali circolatori dei nervi organo di controllo ossa lunghe, articolazioni, tessuto nervoso;

–          Sukravaha srotas:  canali circolatori dei tessuti riproduttivi, organo di controllo testicoli, ovaie;

–          Artavaha srotas: canali circolatori del flusso mestruale, organo di controllo utero, tube di falloppio;

–          Stanyavaha srotas:  canali circolatori dell’apparato mammario organo di controllo seni, capezzoli, utero;

–          Svedavaha srotas :canali circolatori del sudore, organo di controllo tessuto adiposo, pori, follicoli piliferi;

–          Mutravaha srotas: apparato urinario, organo di controllo vescica, reni, colon;

–          Purisavaha srotas:  canali circolatori dell’apparato escretore, organi di controllo retto, sfintere anale;

–          Manovaha srotas:  la mente funzione mentale e pensiero origine e controllo del tessuto nervoso.

 

QUATTORDICI NADI PRINCIPALI

Le Nadi sono canali attraverso i quali passa il PRANA che è l’energia vitale dell’universo, la parola PRANA in sanscrito significa “Pra” = prima e “ Ana” = respiro. Il Prana è molto di più del semplice respiro  è la Vita stessa. Le quattordici Nadi le nominerò più avanti, infatti anche nello Yoga esse rivestono un ruolo importante, del resto le tecniche di Pranayama ci aiutano ad assorbire meglio il Prana, l’energia vitale.

Quello che mi colpisce di più in Ayurveda è l’ importanza di conoscere la propria Prakriti, i propri guna e l’armonia e il fluire delle informazione all’interno del nostro corpo; tutto è collegato e le informazioni vengono distribuite a tutte le cellule che compongono il nostro corpo per questo è molto importante avere anche una conoscenza dello Yoga perché ci aiuta a dare delle informazioni anche a tutte le forze più sottili che compongono il nostro corpo.

Ma in Ayurveda esiste un principio fondamentale che è AGNI  il fuoco digestivo:

“longevità, colorito, forza, capacità d’iniziativa, sviluppo, lustro, vigore, energia, calore e respiro vitale sono basati sul fuoco (Agni) del corpo. Se il fuoco è spento, la persona muore; se il fuoco è equilibrato, la persona vive a lungo priva di malattie; se il fuoco è disturbato, la persona si ammala.

Il fuoco è quindi la radice (d’ogni cosa).” ( C.S. XV 3,4)

Agni quindi è il potere della trasformazione e della digestione e viene alimentato e sostenuto con cibi e bevande, senza i quali viene distrutto. Esistono 13 tipi di  Agni; il principale è Jatharagni il fuoco digestivo, cinque Bhuta Agni trasformazione e digestione dei cinque elementi (Pancha Mahabhuta), sette Dhatu Agni che abbiamo visto prima. Importante è mantenere in funzione un buon Agni, specialmente il Jatharagni perché è quello che fa funzionare bene anche gli altri, infatti la principale conseguenza del cattivo funzionamento dei processi digestivi è la formazione di Ama (tossine) che in sanscrito significa cibo non digerito, che come visto prima può essere causa di malattia.

Penso di avere scritto quello che è più significativo per me riguardante l’Ayurveda  in  rapporto con lo Yoga, infatti come ho detto prima il nostro corpo è un grande circolo di informazioni e spetta a noi, alla nostra conoscenza prima di tutto conoscerlo per poterlo aiutare a mantenere la salute e riportarlo alla sua vera natura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

mia tesi ha riguardato la Sinergia  tra Yoga e Ayurveda.        AYURVEDA

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